L'efficacia della Gelotologia parte VI: Comicoterapia e Mielolesi (parte II)

Ben presto al CPO di Ostia le risate risuonavano argentine. Certo non tutti i degenti partecipavano al progetto, ma circa la metà di essi era coinvolta nel laboratorio. In più Leonardo, con il suo "primitivo" clown dottore Spinotto, visitava i degenti al capezzale, talvolta assieme a Bernardo Consoli, clown di Ostia. C'è da dire che uno dei portati della miielolesione è una grave depressione (e ben si capisce). la comicoterapia tornava utile soprattutto nella fase del passaggio dal letto di degenza alla carrozzina, segno del miglioramento ma anche dell'assestamento nella nuova realtà. Il primario, prof. Fletzer, iniziò a vedere significativi cambiamenti così come la psicologa della struttura, al punto che - una volta finita l'esperienza- lo stesso primario fece una comunicazione al congresso europeo dei riabilitatori, tutta dedicata alla sperimentazione della comicoterapia. Anche la musicoterapia entrò nel progetto, coon l'artista e musicoterapista Giulio Candiolo. Ben presto la situazione dell'ospedale divenne drammatica, con la Regione Lazio determinata a chiudere la struttura. Iniziò una lotta di resistenza dei pazienti, cui Ridere per Vivere aderì con le sue "chiavi: l'ironia, la satira, la comicità. Il laboratorio di gelotologia si trasformò in teatro comico ed iniziammo a provare con una decina di degenti, un testo proprio sulla chiusura dell'ospedale, dal titolo LA CASA FAMIGLIA. Tra un "giro visite" ed una prova teatrale, il CPO era diventato la nostra seconda casa. Nel frattempo usciva il nostro primo libro "LA TERAPIA DEL RIDERE" in contemporanea del film con Robin Williams PATCH ADAMS. Iniziava il boom della comicoterapia e noi eravamo, nostro malgrado, nell'occhio dei media. Lo spettacolo, che dopo una visita di UNO MATTINA, PINOCCHIO e molte altre trasmissioni, andò in scena nella palestra dell'ospedale con le musiche, le scenografie, i testi dei degenti e la regia di Leonardo. C'erano moltissimi cittadini e molte autorità, tra cui Rutelli, allora sindaco. Lo spettacolo divenne una creativa, commovente, fortissima rivendicazione di dignità. Grazie anche a questa iniziativa ed alla speranza (e forza) che aveva infuso nei degenti, il CPO non fu più chiuso ed anzi fu potenziato. Per Ridere per Vivere, ormai nel 2000, era una tappa fondamentale dalla quale scaturì l'idea di dotarci di un gruppo di clown dottori per operare, oltre che nella scuola e con gli adulti, anche nelle pediatrie. Iniziava così la storia della nostra formazione professionale (che è, appunto, un'altra storia).


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