Gea Ridens 
Anno II - Numero 12

 

 

L'approccio della gelotologia all'arte di insegnare
dalla redazione

 

 

 

 

Da molto tempo la Gelotologia (studio ed utilizzo del ridere e delle emozioni positive nella prevenzione, riabilitazione, terapia e formazione) è stata sperimentata nei contesti scolastici di ogni ordine e grado, sotto varie forme: educazione alla salute, educazione alla solidarietà, prevenzione primaria e secondaria, approccio e rimozione del disagio scolastico, aggiornamento dei docenti e del personale ATA, masters universitari di ambito pedagogico.

Quanto esprimiamo qui, dunque, ha il valore della ipotesi verificata, dell’esperienza riuscita e ne rappresenta la divulgazione.

I tempi sembrano maturi per perseguire un preciso obbiettivo: quello di condividere con il corpo docente queste (ed altre) buone prassi e – contemporaneamente- chiamare la creatività degli insegnanti sensibili alla sperimentazione, al fine di trovare nuove modalità di inserimento delle buone emozioni, del riso e del sorriso nei processi educativi, così da contribuire a realizzare una Pedagogia Olistica.

Creiamo i Maestri del Sorriso !

La scuola, e più in generale i processi educativi, si confrontano oggi con le modalità di informazione mediati dall’elettronica: Tv, web, social network ecc... che rivestono un ruolo molto forte, potente e rapido di passaggio di idee, sensibilità, opinioni. Da “veicoli di informazione” questi mezzi si strutturano sempre più come “caposaldi di formazione”. Questa tendenza sembra molto marcata e gli sviluppi potranno essere enormi.

La scuola stessa veleggia incautamente verso l’informatizzazione del sapere, negando così a sé stessa il ruolo centrale nell’educazione della gioventù, mediante  i “canali” umani.

I saperi in rete, infatti, tendono a perdere confini e possono assai facilmente essere dispersivi, manipolati e fortemente pre-digeriti .

Il lato umano dei processi formativi, la relazione con gli insegnanti, ne esce sempre più mortificato, percepito dai bambini e dai giovani come sempre meno interessante, anzi causa spesso di problemi relazionali.

Sappiamo bene che, invece, l’informazione, la formazione e l’ educazione hanno tutto da guadagnare nella presenza fisica dell’educatore, persona tra le piccole persone, per il passaggio di energia vitale, passione, testimonianza, esempio che dovrebbe contraddistinguere il rapporto docente/discente, connotato da forte umanità.

In questa accezione questo rapporto educativo si conforma all’idea del reciproco scambio, in cui i protagonisti di esso non sono –evidentemente- alla pari, ma si riconoscono reciprocamente per quanto hanno da offrirsi.

 

MANIFESTO DEI MAESTRI  DEL SORRISO

Il “Maestro del Sorriso” è l’insegnante di ogni ordine e grado, che sceglie di applicare alla sua metodologia i principi olistici della Gelotologia, quali:

 

- I meccanismi dell’apprendimento “stato-dipendente”.

- L’indissolubilità tra relazione, pensiero (mente), emozioni,  corpo e spirito.

- Essere collegato come Essere umano- Educatore al proprio sorriso interiore.

- Introdurre nella metodologia didattica in modo congruo  elementi, attività, proposizioni attenenti alle emozioni positive, quali  fiducia, speranza, coraggio, collaborazione, cooperazione, creatività, volontà positiva, gioia, sorriso, riso.

 

Il Maestro del Sorriso riconosce e promuove – per quanto possibile- i nuovi saperi derivanti dalle acquisizioni delle cosiddette “Nuove Scienze” (fisica dei quanti, epigenetica, neuroscienze, PNEI, nuova biologia ecc...), in un’ottica interdisciplinare, nella consapevolezza che questi nuovi saperi sono e saranno -per l’essere umano-  forte supporto allo  step evolutivo richiesto dai tempi.

 

Il Maestro del Sorriso è pioniere e sperimentatore di un rapporto educativo amorevole e ri-evoluzionario, teso a favorire l’armonica crescita dei suoi discenti, nella consapevolezza della grande responsabilità di ruolo e della Bellezza che questo ruolo porta con sé.
 

DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE

IL DIRITTO ALL'OZIO 
 a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

 IL DIRITTO A SPORCARSI 
 a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti

IL DIRITTO AGLI ODORI 
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

IL DIRITTO AL DIALOGO 
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI 
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO 
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

IL DIRITTO ALLA STRADA 
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

IL DIRITTO AL SELVAGGIO 
 a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

 IL DIRITTO AL SILENZIO 
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua
10 
IL DIRITTO ALLE SFUMATURE 
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

 

Gianfranco Zavallone